Agricoltura idroponica: come gestirla in casa

Agricoltura idroponica

Da qualche tempo a questa parte, grazie soprattutto alla maggiore attenzione alla sostenibilità, sono tante le persone che decidono di iniziare a coltivare un piccolo orto domestico.

Tra le alternative più utili al proposito è possibile citare l’agricoltura idroponica. Tecnica che affonda le sue radici ai tempi della civiltà dei Babilonesi, permette di coltivare senza suolo ma ricorrendo a un substrato inerte.

Se vuoi avvicinarti a questo mondo e imparare a coltivare indoor, non devi fare altro che seguirci nelle prossime righe, dove abbiamo raccolto alcuni preziosi consigli pratici.

Agricoltura idroponica fai da te: cosa serve

Per gestire una coltivazione idroponica tra le mura di casa è necessario procurarsi un recipiente di grandi dimensioni, possibilmente di colore scuro. Il suo compito è decisamente fondamentale per gestire correttamente una coltivazione indoor: questo recipiente ha, infatti, l’obiettivo di ospitare al meglio le radici delle piante coltivate e creare il giusto ambiente.

Se proprio non si riesce a reperire un recipiente sufficientemente scuro, si può bypassare la situazione dipingendolo di nero o ricoprendolo con una pellicola di colore scuro.

Fondamentale è anche procurarsi dei vasi ad hoc per l’agricoltura idroponica. In assenza di questi ultimi, ci si può orientare verso dei piccoli bicchieri di plastica.

Chi vuole dedicarsi all’agricoltura idroponica in casa dovrebbe munirsi anche di polistirolo, fondamentale per quel che concerne il supporto per le piante.

Da non dimenticare è anche il materiale per il substrato inerte. Le scelte in questo caso sono diverse. Ecco alcune tra le più interessanti:

  • Argilla espansa
  • Lana di roccia
  • Vermiculite

Giusto per capire un attimo con cosa si ha a che fare e per fare un esempio concreto, ricordiamo che la lana di roccia è un materiale estremamente soffice e altrettanto permeabile. Per questo motivo, è caratterizzato da un’ottima ritenzione idrica. Un contro non indifferente riguarda il fatto che non si tratta di un materiale biodegradabile.

Tra le altre alternative disponibili quando si parla del substrato inerte per l’agricoltura idroponica è possibile chiamare in causa la torba. In questo caso si parla invece di una sostanza organica, anch’essa morbida e soffice. Se si utilizza la torba, è necessario associarla a perlite o vermiculite.

Degne di un cenno sono ovviamente le caratteristiche dell’argilla espansa, materiale dall’ottima ritenzione idrica, inerte e non organico molto apprezzato da chi fa agricoltura idroponica soprattutto per un motivo, ossia il fatto di essere disponibile sotto forma di palline. In virtù di questa caratteristica, risulta più agevole l’accumulo di ossigeno nello spazio tra una pallina e l’altra.

Un altro indiscusso pro è legato alla possibilità di riutilizzare il substrato per numerose colture. Da non dimenticare è pure la convenienza economica.

Altre informazioni

Dopo aver reperito la suddetta attrezzatura è necessario prendere il pannello di polistirolo sopra ricordato e praticarvi dei fori per inserire i bicchierini in plastica.

Dopo essersi procurati della pietra porosa e una pompa ad aria, bisogna collegarle e riporre quest’ultima sul fondo del recipiente. Una volta conclusi questi passaggi, occorre riempire il vaso con una soluzione composta da acqua e nutrienti specifici, studiati proprio per le esigenze dell’agricoltura idroponica (a tal proposito è raccomandabile chiedere informazioni su quali prodotti siano più adatti alle specifiche esigenze).

Il passo successivo prevede il fatto di inserire i bicchierini di plastica nel succitato supporto di polistirolo. A questo punto, il sistema per la coltivazione idroponica è pronto e bisogna solamente piantare i semi.

Per ottimizzare i risultati del proprio impegno è molto importante fare attenzione alla corretta funzionalità della pompa ad aria. Concludiamo ricordando che la soluzione acquosa dovrebbe essere cambiata un paio di volte al mese.

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